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giovedì, 11 settembre 2008

Geotermia: la terra ci aiuta

house&glamour-architevoluzioni-geotermiapiccola-quicasa.itCon il petrolio alle stelle, l’utilizzo delle energie rinnovabili diviene sempre più una consuetudine ed i professionisti del settore sono sempre più stimolati nel ricercare soluzioni consone al benessere ed al risparmio energetico.
La geotermia, ossia la possibilità di sfruttare il calore presente nel sottosuolo, ci apre nuove vie al risparmio energetico tramite l’ausilio di impianti tecnologici, quali sonde geotermiche, pompe di calore reversibili, pannelli radianti a bassa temperatura abbinati ad un elevato isolamento delle strutture dell’edificio.
La geotermia sfrutta il principio che, a partire da una profondità di circa 15-20 metri rispetto alla superficie del terreno, dove si ha una zona a temperatura costante, in cui il calore è fornito esclusivamente dal flusso termico proveniente dall’interno della terra, con un incremento medio progressivo di 1°C ogni 33 metri di profondità.
In particolare ad una profondità di 1,2-1,5 metri si osservano temperature che nell’arco dell’anno variano tra i 7 ed i 13°C, mentre ad una profondità di circa 18/20 metri si riscontra una temperatura di 10°C che resta costante tutto l’anno.
Grazie a queste temperature, le pompe di calore geotermiche sono in grado di sfruttare l’energia estraendo dal terreno calore a bassa temperatura utile al riscaldamento invernale o di cederne il calore sottratto agli ambienti durante la climatizzazione estiva.
Come funziona l’impianto? è semplice. Le sonde sono degli scambiatori di calore installate in perforazioni nel terreno e collegate ad una pompa di calore e ad un sistema idraulico che estrae il caldo o il freddo a seconda delle esigenze. All’interno delle perforazioni vengono inserite le tubazioni nelle quali circola acqua o salamoia termoconvettrici che estraggono il calore.
Lo scambio di calore avviene mediante tubazioni che possono essere disposte orizzontalmente ad una profondità di 1/2 metri (detti generalmente collettori geotermici), oppure con sistemi di tubi verticali profondi da 70 a 150 metri (detti generalmente sonde geotermiche). In superficie i tubi delle sonde sono convogliati ad appositi collettori, le cui uscite vengono poi condotte all’alimentazione della pompa di calore.
Il sistema tende a sfruttare a pieno questa osmosi di rilascio ed assorbimento del terreno producendone un risparmio energetico notevole sui consumi globali dell’edificio. In pratica, se ne sussistono le condizioni, gli impianti geotermici sono da auspicarsi come soluzione intelligente ed ideale da applicarsi a quegli edifici che si possono definire ad alta valenza energetica.


IL TERMOTECNICO GIANLUIGI AURELIO AMBROSINI
Libero professionista, Società di Progettazione: AB Project S.r.l. La ricerca maturata nei primi anni della sua professione presso un laboratorio di sperimentazioni macchine di un’importante società nel settore della climatizzazione e l’esperienza progettuale ottenuta a capo della Thecnical Engineering Export Department, operante in vari Paesi europei, hanno permesso di costituire con l’attuale suo socio la società di progettazione AB Project S.r.l. in cui un gruppo di professionisti progettano e promuovono soluzioni tecnologiche innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Oggi impegnati nella progettazione impiantistica di diversi edifici in classe energetica A CasaClima/Cened in tutta la Lombardia.

Contatti:
AB Project S.r.l., via Bosco Frati 5A, Dalmine (Bg),
035.373239
info@abprojectsrl.it
www.abprojectsrl.it

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Il fascino della dimora storica: rinasce Villa Dragoni Volta

house&glamour-costruiretendenze-borgobesana2piccola-quicasa.itChe cosa sono le dimore storiche? Senza usare la definizione catastale, si tratta di immobili con una storia ed un nome, attributi che li distinguono da case spesso anonime e senza appeal, che si assomigliano e si confondono l’un l’altra.
A Besana in Brianza, Comune situato nel cuore di uno dei territori più verdi in Italia, tornerà al suo antico splendore Villa Dragoni Volta, edificio e dimora storica risalente al XIII secolo. L’intervento di ristrutturazione fa parte di un piano integrato di intervento votato all’unanimità dall’Amministrazione comunale due anni or sono.
“Il complesso della villa occupa un intero isolato - spiega Renato Menta, responsabile commerciale di Borgo Besana, la srl che gestisce l’operazione - oltre alle opere di restauro conservativo conformi alle indicazioni date dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, sono previsti interventi di ristrutturazione edilizia per gli altri fabbricati.”
Sarà inoltre realizzato e ceduto gratuitamente al Comune un parcheggio di 516 mq e l’intera area sarà oggetto di riqualificazione urbanistica.
“Ad esempio la pavimentazione sarà rifatta in porfido e provvederemo all’inserimento di un impianto di illuminazione pubblica - prosegue Menta - siamo convinti che la rivalutazione di Villa Dragoni Volta vada di pari passo con quella del suo contesto, da tempo abbandonato a se stesso.”
L’area, situata nel centro cittadino, coincide con gli appezzamenti di terreno dove un tempo sorgeva il castello medioevale della famiglia Besana, demolito, almeno parzialmente, da una sollevazione popolare intorno al 1200.
“Di questa costruzione storica sono ancora oggi visibili nella parte interna di uno dei fabbricati alcuni muri con spessore di 1.40 m., oltre alle cantine caratteristiche con volte a botte.”
La storia della residenza prosegue con il passaggio dai Besana ai Riboldi. Nel 1510 la proprietà passò al Monastero di San Vincenzo in Prato di Milano, che già possedeva altri stabili appartenuti ai Besana. Nel 1762 la Villa diviene dei Redaelli e nel 1804 viene ceduta a Carlo Visconte e nel 1818 ai fratelli Antonio e Giobatta Riboldi. Sempre nel 1818 gli stabili diventano possesso del nobile Antonio Dragoni e nel 1833, anno della sua morte, passano alla moglie Lucia Prinetti. Il 21 novembre 1899, con la morte di Emilio, si estingue la famiglia Dragoni e la proprietà viene ereditata dalla nipote Matilde Carones e nel 1928 alla nipote Matilde Bruni, moglie del nobile Piero Volta. Secoli di storia che si ricostruiscono attraverso documenti catastali, lettere, perizie. Generazioni e famiglie di nobili che modificano la villa, la riadattano, la rendono viva. Poi ad un certo punto l’abbandono.
“Certo, non si tratta di una dimora di cui sappiamo il nome del primo progettista - racconta Enrico Vago, titolare dell’impresa costruttrice- ma un edificio di tale pregio non poteva non essere riportato a nuova vita.”
L’intervento, a cura dell’architetto Angelo Cappelletti, nasce come rivisitazione e ridistribuzione degli spazi. “Abbiamo cercato di dare la massima importanza alla vivibilità degli interni - prosegue Vago - ad esempio una soluzione di tre locali in Villa Dragoni Volta ha una superficie di 130 metri quadri. La filosofia progettuale che sta alla base dell’intervento si può riassumere con il piacere di sprecare lo spazio, come ad esempio realizzando corridoi dove si può passare comodamente.”
La ristrutturazione è sotto la tutela della Sovrintendenza dei Beni Culturali, sono esistite problematiche legate a particolari vincoli da rispettare? “Il progetto porterà alla creazione di 19 esclusive residenze da 130 a 350 mq.
Certamente trattandosi di un immobile storico, abbiamo degli obblighi da rispettare, ad esempio dobbiamo mantenere la facciata della Villa. Tuttavia, la peculiarità del progetto sta proprio nel rendere vivibile oggi un immobile storico. Una sfida che quindi ci solletica nel cercare le soluzioni più adatte.
Abbiamo pensato ad una suddivisione verticale dell’edificio, per far sì che ogni appartamento, distribuito su due piani, avesse a propria disposizione degli spazi verdi.
Per quanto riguarda la certificazione energetica, essendo immobile storico, la normativa non prevede alcun obbligo. Tuttavia abbiamo adottato  tecnologie all’avanguardia per ottenere l’isolamento dell’edificio ed un buon risparmio energetico.”
Una curiosità: non esistono all’interno della Villa due appartamenti perfettamente uguali. Tra i più suggestivi citiamo un grande taglio che ha addirittura una tribunetta che si affaccia direttamente sugli interni della chiesa adiacente di Santa Caterina: da qui un tempo le nobildonne di Villa Dragoni Volta assistevano alla messa.


BORGO BESANA IMMOBILIARE

Borgo Besana srl è una società costruita ad hoc per la gestione dell’operazione di ristrutturazione di Villa Dragoni Volta.
I quattro soci che ne fanno parte (tra i quali il responsabile commerciale è il geometra Renato Menta) provengono tutti dal mondo delle costruzioni e dall’immobiliare ed hanno contribuito, con la loro esperienza professionale maturata nel settore nel corso di diversi anni, all’esito positivo dell’opera in corso a Besana Brianza. Un’esperienza che permette di offrire ai propri clienti una appropriata consulenza tecnica, commerciale e catastale.

Contatti:
via Merlo 1, Milano
347.7609545
fax: 02.91390370
www.villadragonivolta.it
info@villadragonivolta.it

Manuela Stucchi

Altri articoli di "Costruire Tendenze" su QuiCasa.it
mercoledì, 03 settembre 2008

Figli di nessuno

house&glamour-archievoluzioni-coloripiccola-quicasa.itIl mondo costruito è stato prima pensato e poi costruito.
L’atto propedeutico alla costruzione, il progettare viene sviluppato generalmente da un architetto, da un ingegnere o da un geometra, figure professionali investite di forti responsabilità.
Non interessa in questa sede trattare delle responsabilità oggettive del progettista, ma di quelle di cui nessuno parla, quelle di un padre che non riconosce i propri figli.
Ogni progetto ha in sé ed esprime chi lo ha creato, qualsiasi sia lo spirito che ha mosso il progettista, quindi possiamo trovarci innanzi ad un’architettura interessante, noiosa, brutta, in equilibrio, appassionata, svogliata, ecc..., tutte doti che possono rispecchiare l’autore, il suo stato d’animo e il suo modo di affrontare la delicata professione che svolge.
L’architettura è il figlio ed il progettista il padre:  non ci si può sottrarre al riconoscimento, in quanto sarebbe come vergognarsi della propria prole! Bisogna assumersi la responsabilità della propria creatura. A mio parere, all’esterno di ogni architettura, dovrebbe essere obbligatorio apporre il nome del progettista, non per “pubblicità” ma per “responsabilità”.
Tutti devono sapere chi è il padre, nel bene o nel male.
Anche riviste come questa che ospita i miei pensieri dovrebbe dire di chi sono i progetti delle case in vendita.
In questo modo probabilmente riusciremmo ad alzare la qualità del costruito e noi progettisti a difendere e discutere un po’ di più i progetti prima di cedere alle richieste degli immobiliaristi che a volte risultano prive di senso compositivo, nonchè banali.
Spesso si pensa che un progetto banale si venda prima perché la gente vuole la banalità. Nulla di più sbagliato! La “gente” pensa, sa riconoscere il bello, un progetto studiato e corretto per il luogo in cui sorge.
L’utente è assetato di novità e noi progettisti abbiamo l’obbligo di educare al bello, al nuovo, all’evoluto ma per prima cosa non dobbiamo mai perdere la stimolo della ricerca, dello studio e della scoperta, unica strada per essere sempre fieri dei nostri figli.

L’architetto Francesco Claudio Dolce
Francesco Claudio Dolce è docente presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società, (Tecnologie per l'igiene edilizia e ambientale - Tecnologia dell'architettura). Libero professionista, Studio Associato d'Architettura i3D (www.itredi.com) a Milano.
Da sempre alla ricerca di innovative soluzioni architettoniche atte a garantire un efficace risparmio energetico nel campo dell’edilizia civile, l'architetto Dolce ha curato diverse progettazioni di edifici certificati, tra cui recentemente il primo edificio plurifamiliare certificato A da CasaClima a Milano.

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Costruzioni all’avanguardia a prezzi competitivi: abitare l’hinterland

house&glamout-costruiretendenze-Tognon-Belfiore-renderpiccola-quicasa.itAbitare nell’hinterland di Milano ha certamente il suo fascino.
In primo luogo perché i nuovi cantieri hanno l’indiscutibile pregio di essere realizzati con una maggiore attenzione tale da garantire una reale qualità costruttiva.
Essere all’avanguardia oggi significa utilizzare materiali e tecnologie innovative, con la capacità di restare competitivi sul mercato.
“Stiamo partendo con la realizzazione di un nuovo progetto residenziale a Settimo Milanese - racconta Massimo Tognon, che dirige insieme ai fratelli Stefano e Monica la società immobiliare, con sede a Milano, nata come impresa di costruzione e fondata dal padre Giuseppe negli anni Sessanta - che sarà certificato in classe A.
Oggi la certificazione non può essere considerata il futuro ma il presente del costruire.”
Progettare rispettando l’ambiente e riducendo il consumo e quindi la spesa energetica, non influisce sui costi?
“Certamente modificare i progetti incide sul budget - risponde Tognon - tuttavia la nostra impresa da sempre punta al top e non potevamo non seguire le nuove logiche del mercato.
Questo, tuttavia, senza pesare sulle tasche dei nostri clienti. Se ci riferiamo, ad esempio, alla residenza “Leopardi” di Settimo Milanese (ndr prospetto qui a destra in basso) i prezzi degli immobili si aggirano sui 3.000 euro al metro quadro.
Un ottimo risultato se consideriamo la certificazione in classe A e la localizzazione dell’immobile.
Settimo è infatti un comune dell’hinterland con alcune caratteristiche che lo rendono assolutamente vivibile e particolarmente appetibile per un investimento immobiliare.” Posto nelle vicinanze di San Siro, uno dei quartieri residenziali del capoluogo lombardo, Settimo sarà infatti oggetto del piano di riqualificazione urbana che interesserà l’area della Fiera in vista della manifestazione dell’Expo prevista per il 2015 nel capologuolo lombardo.
“Tra i diversi lavori in corso e le numerose opere di potenziamento delle infrastrutture - puntualizza il dottor Tognon - a Settimo arriverà la linea cinque della metropolitana.”
Il Comune si trova già peraltro in una zona privilegiata, a pochi minuti dagli svincoli autostradali. “Si tratta di una zona di nicchia che permette di unire tutti i servizi di un paese con circa quattordicimila abitanti alla comodità di raggiungere velocemente il capoluogo lombardo.”
La residenza Leopardi è stata pensata per il benessere di chi la eleggerà come propria abitazione. “Innanzitutto la scelta di costruire in classe A arriva dalla domanda dei nostri clienti di abitare in edifici realmente abitabili, che non siano divoratori d’energia e che, al tempo stesso, garantiscano un reale benessere domestico.
Per questo adotteremo la scelta dell’involucro isolato insieme ad un’impiantisca all’avanguardia.
Ma abbiamo pensato anche all’abitabilità degli interni.
La residenza è formata da trenta appartamenti, l’80% dei quali è rappresentata da bilocali dotati anche di giardino ed il restante 20% da trilocali. La scelta dei tagli deriva da un’indagine di mercato che abbiamo effettuato prima di realizzare il progetto.
Inoltre abbiamo previsto la possibilità di personalizzare i singoli appartamenti in base alle proprie esigenze e abbiamo inserito un capitolato di assoluto pregio.”
La stessa filosofia progettuale sta alla base della residenza Belfiore, il cantiere realizzato precedentemente dall’immobiliare Tognon a Cesano Maderno (ndr rendering qui a sinistra in alto).
“Si tratta dell’ultimo complesso residenziale che abbiamo terminato. Un’operazione che ha riscontrato un ottimo risultato sul mercato dal momento che restano solo gli ultimi due appartamenti.
Da sempre, infatti, ci occupiamo di una sola realizzazione alla volta. Questo ci permette di seguire attentamente il cantiere e i nostri clienti. é la filosofia che ci ha insegnato nostro padre: professionalità, umiltà e piedi ben piantati in terra.
Fin da bambini ci ha abituato, portandoci con lui, alla vita da cantiere. Una gavetta che ci ha permesso di vedere le cose concretamente, cercando di costruire al meglio, senza mai cercare il profitto ad ogni costo.”


IMPRESA TOGNON DAL 1960
La storia dell’impresa di costruzioni Tognon nasce nel 1960 quando Giuseppe, originario del Veneto, fonda a Milano l’azienda che  si specializza nella costruzione di edifici residenziali privati. Questa resta immutata ancor’oggi il core business dell’impresa, guidata a partire dagli anni ‘90 dai tre fratelli Tognon: Massimo, laureato in Economia che si occupa della gestione commerciale e finanziaria, Stefano, architetto che firma i progetti dell’immobiliare ed è a capo della direzione lavori e Monica, avvocato e consulente per la parte contrattualistica.
L’immobiliare Tognon opera nel territorio di Milano e hinterland garantendo ai propri clienti il massimo dell’affidabilità. Non a caso la società ha deciso di non seguire mai contemporaneamente più di una realizzazione.
Contatti: P.zza Principessa Clotilde 2, Milano; 02.6599022; tretsrl@tiscali.it; www.residenzabelfiore.it

Manuela Stucchi

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